SINDROME DEL TRAMONTO, COS'è?

La Sindrome del tramonto (in inglese sundowning syndrome o sundown syndrome) è un fenomeno psicologico e neurologico associato ad un aumentato senso di confusione ed agitazione che si manifesta nelle persone con Alzheimer o altre malattie legate alla demenza. Questo fenomeno si manifesta generalmente nel tardo pomeriggio e prima serata e si presenta con diversi problemi del comportamento, associati ad esiti avversi sul lungo periodo.

Il termine è stato coniato dall'infermiera Lois K. Evans nel 1987, proprio per la particolare tempistica in cui si manifestano i sintomi avversi nei pazienti.

Quali sono i sintomi della Sindrome del tramonto?

In genere chi è affetto da questa sindrome si rende conto che qualcosa è fuori dalla normalità, ma non sempre questo aiuta a gestire i sintomi. Troviamo:

  • Fatica mentale e fisica che aumenta con il calare del sole. Questa stanchezza può svolgere un ruolo nell'irritabilità dell'individuo
  • Aumento della confusione generale quando la luce naturale inizia a svanire e appaiono maggiori ombre
  • Agitazione e sbalzi d'umore. Gli individui possono diventare piuttosto frustrati dalla propria confusione e infastiditi dai rumori. Non sono rare reazioni verbalmente violente nei confronti di chi se ne prende cura
  • Si può sperimentare un aumento dell’irrequietezza mentre si cerca di dormire. L'irrequietezza può spesso portare a camminare su e giù o a vagare, il che può essere potenzialmente pericoloso per un individuo in uno stato confusionale
  • Le allucinazioni (visive e/o uditive) e la paranoia possono causare un aumento dell'ansia e della resistenza alle cure

Quali sono le cause?

Le cause della Sindrome del tramonto non sono ancora state accertate in modo empirico, ma le evidenze attuali indicano che il disturbo o interruzione del ritmo circadiano potrebbe essere l'aggravante della Sindrome.

Il ritmo circadiano è un ritmo fisiologico caratterizzato da un periodo di circa 24 ore, che negli umani si manifesta con diversi ritmi, ad esempio il ritmo veglia-sonno, il ritmo di secrezione del cortisolo e di varie altre sostanze biologiche, il ritmo di variazione della temperatura corporea e di altri parametri legati al sistema circolatorio.

Il tramonto induce in noi una diminuzione della serotonina e un aumento della melatonina che ci prepara al sonno, ma in individui con varie forme di demenza quest'ultimo ormone potrebbe essere diminuito creando potenziali problemi.

Anche le risorse negli ospedali o case di cura possono svolgere un ruolo come fattore scatenante dei sintomi. Un numero ridotto di personale la sera può essere attribuito a maggiori bisogni insoddisfatti e a una soglia di agitazione più bassa per i soggetti affetti da sindrome del tramonto.

I trattamenti della Sindrome del tramonto

Se possibile, una routine quotidiana e un'abitudine al sonno con cui il paziente si senta a suo agio possono ridurre la confusione e l'agitazione. Se la condizione della persona lo consente, aumentare l'attività quotidiana (fisica e mentale) può aiutare a promuovere un orario di andare a letto più precoce e un maggiore bisogno di sonno. È importante controllare i pisolini durante il giorno; infatti, dormire troppo durante il giorno può influenzare negativamente il sonno notturno.

La terapia della luce può aiutare a regolare i ritmi circadiani. Gli adulti più anziani possono infatti avere difficoltà a ricevere una quantità costante di luce solare a causa del riposo a letto e delle limitazioni istituzionali. Ridurre la quantità di rumore eccessivo nel tardo pomeriggio o alla sera può aiutare nella transizione verso il sonno così come la musicoterapia, l'aromaterapia, l'agopressione, e il supporto psicosociale. È stato anche osservato che le persone con Alzheimer che camminano al mattino o nel pomeriggio hanno avuto miglioramenti nei sintomi del tramonto.

L’Alzheimer è una malattia neurodegenerativa complessa e difficile da gestire. Oltre alle terapie tradizionali alcuni integratori possono offrire benefici nel supporto cognitivo e nella riduzione dei sintomi (come ad esempio gli acidi grassi Omega-3). È importante ricordare che gli integratori dovrebbero essere utilizzati sotto la supervisione di un medico.

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