INFLUENZA, IN ARRIVO IN ITALIA UNA FORMA MOLTO AGGRESSIVA: I SINTOMI

Quest’anno l’influenza potrebbe colpire duro. Dopo aver messo in difficoltà Australia e Giappone, un ceppo particolarmente aggressivo del virus è pronto a circolare anche in Italia. Gli esperti stimano fino a 15-16 milioni di contagi, con un rischio elevato soprattutto per anziani, bambini e persone fragili. “Ci aspettiamo una stagione intensa, con numeri simili o superiori a quelli dello scorso anno”, spiega Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università di Milano. I primi casi sono già comparsi, ma il picco è atteso tra dicembre e gennaio.

I sintomi da tenere d’occhio. La cosiddetta “triade influenzale” resta inconfondibile: febbre improvvisa e alta (oltre i 38°C), almeno un sintomo respiratorio – naso chiuso, gola infiammata, tosse o occhi arrossati – e uno sistemico come dolori muscolari, articolari o forte spossatezza. “L’incubazione è breve, due-tre giorni – ricorda Pregliasco – e nella maggior parte dei casi la guarigione avviene entro cinque giorni, anche se la stanchezza può durare più a lungo”. Le forme più lievi, invece, esordiscono gradualmente ma si trascinano anche per una decina di giorni.

Il ruolo del vaccino. La prevenzione rimane la chiave. “Il vaccino antinfluenzale resta lo strumento più efficace per ridurre la circolazione del virus e prevenire le complicanze”, sottolinea l’esperto. Quest’anno è possibile effettuare nella stessa seduta anche la vaccinazione anti-Covid, una scelta utile per ottimizzare la protezione in vista dei mesi invernali. “È consigliata a tutti, ma fortemente raccomandata per anziani e soggetti fragili.”

Mascherina e buone abitudini.  Accanto al vaccino, valgono sempre le regole di buon senso: lavarsi spesso le mani, arieggiare gli ambienti chiusi e, se si hanno sintomi respiratori, usare la mascherina in luoghi affollati. “Non è un ritorno al passato, ma un gesto di responsabilità e solidarietà verso gli altri”, ribadisce Pregliasco.

Attenzione ai nonni. Particolare cautela va riservata agli anziani, spesso a contatto con i nipoti. “Il bacio di un bambino con l’influenza può trasformarsi in un rischio serio per un nonno”, avverte l’esperto. Meglio evitare incontri diretti e salutare a distanza, anche solo con una videochiamata, finché non si è guariti del tutto.

A scuola con la febbre? Meglio di no. Infine, un appello ai genitori: non mandare i figli a scuola se hanno febbre o sintomi respiratori. “Dare il paracetamolo per mascherare la febbre non è una soluzione: dopo poche ore i sintomi tornano e si rischia di contagiare compagni e insegnanti”, conclude Pregliasco. Un po’ di prudenza oggi può evitare molti problemi domani.

2025-10-28T14:15:35Z