LA STORIA ESEMPLARE DI AMY E DELLA PICCOLA FATIM, NELLA GIORNATA CONTRO L'AIDS

Amy è una madre ventunenne che vive a Odienné, nel nord della Costa d'Avorio. Amy è nata con l'HIV. Suo padre non glielo ha mai nascosto. Fin da piccola ha seguito una terapia antiretrovirale (ARV). “Prendo farmaci antiretrovirali da quando ero molto piccola. È diventata un'abitudine, una responsabilità, qualcosa che faccio e basta, ogni giorno”, racconta Amy.

Un giorno Amy ha scoperto di aspettare una bambina e cinque mesi fa, nonostante le difficoltà, ha dato alla luce sua figlia, Fatim. Grazie alle cure che Amy ha seguito presso un centro supportato dall’UNICEF, la bambina è risultata negativa all'HIV e può essere allattata senza alcun rischio. Amy continua a seguire regolarmente le cure. “Mia figlia è la mia principessa. Mi dà forza. È sempre sorridente. Mi riempie di gioia. Le voglio tanto bene. Se avessi un messaggio da trasmettere a tutte le donne o madri che convivono con l'HIV, sarebbe questo: continuate a prendere i farmaci antiretrovirali. Fatelo per voi stesse, per vostro figlio e per il vostro futuro. E ricordate, non siete sole".

Oggi, in occasione della Giornata mondiale contro l'AIDS, l’UNICEF ha lanciato con UNAIDS il nuovo report “Their Future is on the Line: Cost of inaction on HIV for children”, ricordando che, secondo le ultime stime del 2024, 120.000 bambini (0-14 anni) hanno contratto l'HIV e altri 75.000 bambini sono morti per cause legate all'AIDS, circa 200 decessi al giorno.

Tra il 2000 e il 2024, i programmi per l'HIV hanno evitato circa 4,4 milioni di contagi e 2,1 milioni di decessi correlati all'AIDS nei bambini. Tuttavia, nonostante gli enormi progressi raggiunti, l'UNICEF avverte che i bambini e gli adolescenti che vivono con l’HIV continuano ad essere esclusi dall'accesso alla diagnosi precoce, alle cure salvavita e all'assistenza sanitaria, a causa della riduzione dei finanziamenti che rischia di aumentare i loro rischi e di annullare decenni di progressi.

Tra i 15-19enni, 150.000 hanno contratto l'HIV, di cui il 66% erano ragazze. Nell'Africa subsahariana, l'85% dei nuovi contagi da HIV in questa fascia d'età riguarda le ragazze. Solo il 55% dei bambini che hanno contratto l’HIV ha ricevuto una terapia antiretrovirale, rispetto al 78% degli adulti, lasciando senza cure circa 620.000 bambini.

Il rapporto UNICEF-UNAIDS, mostra che, se la copertura del programma dovesse dimezzarsi, entro il 2040 ulteriori 1,1 milioni di bambini potrebbero contrarre l'HIV e ulteriori 820.000 potrebbero morire per cause legate all'AIDS, portando il bilancio totale tra i bambini a tre milioni di contagi e 1,8 milioni di decessi legati all'AIDS.

Secondo il report, anche mantenendo gli attuali livelli, entro il 2040 si registreranno comunque 1,9 milioni di nuovi contagi e 990.000 decessi correlati all'AIDS tra i bambini, a causa della lentezza dei progressi.

L'Africa subsahariana sopporta il peso maggiore, con l'88% dei bambini che vivono con l’HIV, l'83% dei nuovi casi di contagio da HIV tra i bambini e l'84% dei decessi infantili correlati all'AIDS. Nell'Africa orientale e meridionale la diagnosi precoce nei neonati ha raggiunto il 74% dei neonati esposti e il trattamento ha raggiunto il 93% delle donne in gravidanza colpite da HIV, rispetto al 31% e al 56% rispettivamente nell'Africa occidentale e centrale.

Queste non sono statistiche sono bambini con sogni, famiglie e un futuro e rappresentano la nostra umanità, ma anche il nostro fallimento collettivo se non agiamo. Sappiamo cosa funziona: abbiamo gli strumenti, la scienza e le conoscenze per porre fine all'AIDS nei bambini. Dobbiamo salvaguardare i risultati raggiunti e insieme dobbiamo riaccendere la motivazione e l'impegno che hanno contribuito a rendere possibili i progressi.

2025-12-01T15:15:31Z