DISFORIA DI GENERE: QUANDO I GIOVANI VOGLIONO CAMBIARE SESSO

La disforia di genere è una categoria diagnostica inserita nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5). Riguarda le persone che vivono un’incongruenza tra il genere maschile o femminile assegnato alla nascita e quello in cui invece si identificano. L’origine non è completamente chiara, ma potrebbero concorrere cause psichiche, biologiche e genetiche.

Nominata la commissione per le nuove linee guida

I Ministri alla Salute, Orazio Schillaci, e alla Famiglia, Eugenia Roccella, hanno firmato il decreto che dà il via ai lavori per la commissione che dovrà riscrivere le linee guida. La commissione, formata da politici e tecnici, dovrà discutere principalmente dell’uso della triptorelina, il farmaco utilizzato per interrompere lo sviluppo puberale in attesa di decidere se procedere con il cambiamento del sesso assegnato alla nascita attraverso il trattamento ormonale.

Quando insorge la disforia di genere?

  • Nei bambini (dai 2 o 3 anni d’età) si osserva la preferenza nell’indossare abiti tipici del sesso opposto, oppure l’affermazione reiterata di appartenere all’altro sesso e il desiderio di svegliarsi nell’altro sesso.
  • Più avanti si nota la preferenza nel partecipare ai giochi e alle attività tipicamente dell’altro sesso, così come lo sviluppo di sentimenti negativi nei confronti dei loro genitali.
  • Il travestitismo può essere una spia e rappresentare una fase nello sviluppo della persona con disforia.

Il trattamento medico

Il trattamento prevede la collaborazione tra diverse figure specialistiche (psichiatra, psicologo, endocrinologo, chirurgo) e dev’essere integrato e adattato al singolo individuo. La psicoterapia è un’importante fase, seguita dalla terapia ormonale.

Successivamente arriva l’intervento chirurgico di riassegnazione del sesso ed eventuali altri interventi per il consolidamento del nuovo genere. È preferibile rivolgersi a strutture pubbliche con esperienza nel settore e con la capacità di fornire un approccio multidisciplinare. Di supporto risultano spesso le associazioni impegnate a dare sostegno, informazione e orientamento alle persone interessate e ai loro familiari.

Gli interventi

La riassegnazione chirurgica del sesso è richiesta dalla maggior parte degli individui con disforia di genere in percorso da maschio a femmina. L’intervento comporta la rimozione del pene e dei testicoli e la creazione di una neovagina. Una parte dei tessuti originali viene preservata e riutilizzata per mantenere elevato il grado di sensibilità locale. Il processo opposto richiede interventi di mastectomia, isterectomia e ovariectomia seguiti dalla falloplastica.

Disforia di genere: cosa dice la legge italiana finora

Se non adeguatamente identificate e non correttamente trattate in tutte le fasi del percorso, le persone con disforia di genere possono avere una qualità della vita fortemente compromessa. Il counseling familiare dovrebbe essere parte integrante del percorso diagnostico-terapeutico.

Dal punto di visto normativo, in Italia la legge 164 del 14 aprile 1982 regolamenta questa condizione. Il testo di legge prevede, quando risulta necessario, un adeguamento dei caratteri sessuali da realizzare mediante trattamento medico-chirurgico.

In tal caso il tribunale, accertata l’effettuazione del trattamento autorizzato, dispone la rettificazione per ottenere il cambiamento anagrafico. Nel caso la persona con disforia non ritenga necessario l’intervento chirurgico per raggiungere l’equilibrio, è possibile comunque ottenere il cambiamento anagrafico. Gli individui che hanno concluso la transizione da un sesso all’altro possono sposarsi e adottare.

Leggi anche…

L'articolo Disforia di genere: quando i giovani vogliono cambiare sesso proviene da OK Salute e Benessere.

2024-05-15T13:44:04Z dg43tfdfdgfd